Come funziona?

Ai privati proponiamo un ciclo di 10 incontri che servono ad identificare il problema/opportunità, ampliare le vedute, trovare e stimolare le risorse del cliente e mettere in pratica una o più soluzioni per migliorare i risultati e il benessere complessivo.

Quanto dura un incontro di consulenza?

Un incontro di consulenza dura 75 minuti per un individuo o una coppia, mentre è variabile se si parla di gruppi e organizzazioni più complesse, a seconda della tipologia di lavoro che si svolge e degli obiettivi del progetto.

Come si svolge?

Dipende dagli obiettivi e dalla tipologia di lavoro che si svolge. Esistono dei punti in comune per tutti i lavori e cioè: 1) partire dai punti positivi e i miglioramenti già ottenuti, 2) considerare i fatti e le emozioni che si provano, 3) esprimersi liberamente, 4) quando opportuno è possibile utilizzare tecniche di rilassamento e trattamenti shiatsu.


E' assimilabile alla psicoterapia o alla psicoanalisi?

Il nostro approccio si basa sull'ascolto del cliente e sul presupposto che non è un paziente, bensì una persona matura (o un'organizzazione sana) che si trova momentaneamente in una situazione difficile o complessa da risolvere da solo. In questo senso il nostro ruolo è ben descritto dalla definizione di counseling della FAIP:

"Il Counseling è una relazione d’aiuto che muove dall’analisi dei problemi del cliente,

si propone di costruire una nuova visione di tali problemi

e di attuare un piano di azione per realizzare le finalità desiderate dal cliente

(prendere decisioni, migliorare relazioni, sviluppare la consapevolezza, gestire emozioni e sentimenti, superare conflitti)".

Approvata al Convegno Nazionale Faip di Ostia, 13 Febbraio 2006


Nelle imprese e nelle organizzazioni parlare di emozioni non è controproducente e sviante rispetto all'obiettivo primario del reddito?

Il reddito è l'obiettivo primario nel senso che senza un profitto le imprese non riescono a sopravvivere.
Tuttavia non è il solo risultato che conta, è l'ultimo di una serie; se c'è profitto vuol dire che tutti i fattori impiegati nella produzione ed erogazione sono stati remunerati: lavoratori, fornitori, banche, istituzioni pubbliche locali e nazionali, partner commerciali, eccetera.
Allora essere consapevoli delle emozioni proprie ed altrui rende più facile comprendere cosa soddisfa le proprie e le altrui necessità.
In realtà tutto quanto è scritto qui non è certo una novità.
Sembra che via sia una sorta di tabù riguardo le emozioni e ci si nasconda dietro il paravento dei risultati, dei fatti, come se le emozioni non influissero proprio sui fatti e sui risultati.
Invece fare un lavoro emotivo dà la possibilità di acquisire molta più consapevolezza sui propri punti di forza (da sfruttare) e punti di debolezza (aree di crescita da migliorare). Così la ricerca di un vantaggio competitivo e di una migliore formula imprenditoriale è più facile.


Come si può approcciare a un progetto aziendale sulla parte emotiva e razionale integrati?

Si può fissare un incontro dove possiamo ascoltare le vostre necessità e progettare insieme  un piano di lavoro, fissando le priorità in funzione delle vostre necessità di oggi e di domani.

Quanto può durare un progetto? Quando si vedono i risultati? Quanto dovrò investire?

Tutte queste domande dipendono dal progetto strutturato e dagli accordi posti in essere. Se si vuol fare un lavoro molto focalizzato non sarà necessario un orizzonte temporale troppo elevato (oltre 6 mesi).
Se si vuole fare un lavoro più approfondito (come ad esempio un turnaround) sarà necessario più tempo.
A prescindere da ciò, in realtà i risultati sono paralleli al lavoro svolto. Più ci si consente di aprire la propria visione e mettere in pratica altre modalità comportamentali e più sarà facile ottenere prima dei risultati: anche a 1 sola settimana dall'inizio del progetto!
L'importo dell'investimento è commisurato alla portata degli obiettivi.
Inoltre, per obiettivi di più lungo periodo, si possono strutturare dei momenti di confronto dove misurare il grado di successo e soddisfazione per "aggiustare il tiro" dove si possono considerare obiettivi intermedi ritenuti importanti.

Il prezzo è allineato alle tariffe correnti di consulenza direzionale.


E' proprio necessario lavorare anche sulla parte emotiva?

Nulla è obbligatorio. Se si vuole lavorare in profondità ed evitare che il problema si sposti in altri ambiti (aziendali o personali) allora è opportuno integrare la consulenza manageriale con gli strumenti di counseling.
In questo modo si possono comprendere profondamente quali sono le cause del problema o introdurre delle risorse per sfruttare meglio certe opportunità senza correre eccessivi rischi.
Per questo noi lo consigliamo vivamente, ma non è necessario in senso stretto.
Un ulteriore e grande vantaggio della nostra metodologia è che rende autonomi rispetto alla risoluzione dei problemi o allo sviluppo delle proprie abilità, sia cognitive sia emotive.
 
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